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Santa Maria dell’Isola

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Imponente e lineare il complesso monastico di Santa Maria dell’Isola sorge lungo la strada provinciale per Rutigliano, nella campagna poco distante dalla Città di Conversano, affascinate luogo di ritiro spirituale.

Santa Maria dell'Isola 2

Santa Maria dell’Isola

Imponente e lineare il complesso monastico di Santa Maria dell’Isola sorge lungo la strada provinciale per Rutigliano, nella campagna poco distante dalla Città di Conversano, affascinate luogo di ritiro spirituale.
 
Edificato grazie all’opera munifica del Conte Giulio Antonio Acquaviva, i lavori di costruzione furono avviati nel 1462 per terminare qualche anno più tardi, affidando il complesso monastico alla quotidiana religiosità dei Frati Minori Osservanti, ordine francescano che influì completamente sull’intero apparato decorativo dell’opera.
 
La fondazione del Monastero si collega alla scoperta di una grotta naturale sottostante un’antica Chiesa medievale, da tempo abbandonata in località “dell’Isola”, da una fanciulla che scorse l’immagine della Madonna attraverso una fessura formatasi nel suolo.
 
Da quel momento il luogo e la Chiesa divennero meta di pellegrinaggio, tanto da indurre il conte Giangirolamo, Conte di Conversano, ad edificare il maestoso Convento e la Chiesa.  

Santa Maria dell'Isola

Santa Maria dell’Isola 

Inizialmente progettata a navata unica, secondo lo stile francescano, la Chiesa subì nel tempo diversi lavori di ampliamento fino ad aggiungere, nel 1530, una seconda navata che permise l’allungamento mentre tra il 1727 e il decennio successivo, si edificarono le stanze al di sopra della Chiesa. 
 
Con l’abbandono del Monastero da parte dei francescani, il complesso passò in proprietà dell’autorità ecclesiastiche, oggi residenza delle suore missionarie di Maria Immacolata.
 
All’interno della Chiesa, un fastoso monumento sepolcrale in onore del Conte Giangirolamo Acquaviva è collocato nel coro della navata, costruito in pietra e dipinto dall’architetto e scultore Nuzzo Barba, a cui si deve un’edicola della “Vergine dell’Isola” (1478), dipinta con gusto rinascimentale e contenente, un tempo, una preziosa icona della “Vergine col Bambino”.
 
I restauri compiuti nel corso dei secoli, hanno portato alla luce una serie di affreschi risalenti al XV e XVI secolo, coperti dall’intonaco bianco, una “Vergine in trono col Bambino”, una “Crocifissione di frati francescani”, una “Trinità” e la figura del Conte Giangirolamo rivestito d’armatura.
Tre gli altari nella navata destra, quello di Santa Maria dell’Isola (1649), di San Francesco e San Bernardino (1665), in quella di sinistra gli altari di S. Antonio (1663), dell’Annunziata, sormontato da una tela affrescata da un allievo del pittore Finoglio e l’altare del “Crocifisso”, dov’è situato il “Cristo nero”, particolarmente venerato dai cittadini conversanesi.
 
Un’ltra opera di significativo valore pittorico è il “Martirio dei Francescani a Nagasaki (1630), in ricordo del beato Rodolfo Acquaviva morto missionario in Estremo Oriente.

Nell’attiguo Monastero, due chiostri, il “chiostro piccolo” costruito intorno al 1462 e il “chiostro grande”, edificato nel 1481 mentre lungo i corridoi si possono scorgere le numerose cellette dei frati osservanti.

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