Chiesa dei SS. Medici Cosma e Damiano
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Nel cuore del centro storico di Conversano, l’imponente complesso architettonico e antica Chiesa romanica intitolata a San Matteo.

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Nel cuore del centro storico di Conversano, l’imponente complesso architettonico e antica Chiesa romanica intitolata a San Matteo, fu completamente rinnovata per volontà dei Conti Giangirolamo II Acquaviva d’Aragona e la moglie Isabella Filomarini, dedicata ai SS. Medici Cosma e Damiano dei quali i consorti erano particolarmente devoti.
I lavori di trasformazione iniziarono intorno al 1630, seguendo i dettami artistici di un fastoso arredamento barocco, lasciando gli elementi architettonici esterni in uno stile sobrio e uniforme, quasi romanico, realizzata in pietra calcarea e arricchita da un campanile a due ordini.
La semplicità delle facciate esterne nasconde la bellezza dell’apparato decorativo interno, sfarzoso trionfo del barocco napoletano, incaricato del progetto il pittore Paolo Finoglio. da tempo alla corte degli Acquaviva d’Aragona.

Chiesa dei SS. Medici Cosma e Damiano
Purtroppo, l’artista partenopeo non riuscì a completare l’opera per la prematura morte nel 1645, lasciando a testimonianza il pregevole ciclo pittorico che affresca la volta e le cappelle laterali, tra cui il “Martirio di San Gennaro”.
La Chiesa, terminata e consacrata nel 1660 dal Vescovo Giuseppe Palermo, presenta uno splendore pittorico e scultoreo di notevole valore artistico, a partire dalla volta con un susseguirsi di stucchi e dorature, perfette cornici agli splendidi affreschi e ai grandi dipinti sugli altari, raffiguranti scene del martirio e i miracoli dei Santi Medici, eseguiti in parte dallo stesso Finoglio e poi completati dai suoi allievi, tra cui Giovinazzo Carlo Rosa.
Tra i dipinti sugli altari, una pregevole scena di “ Urbano I battezza Cecilia e Valeriano”, la coppia di sposi in ginocchio è la figurazione del conte Giangirolamo e della consorte Isabella Filomarino, in atto di ossequio a Papa Urbano VIII.
Nella prima cappella a destra, luminosa tela del Finoglio dedicata alla “ Vergine in trono col Bambino che incorona una Santa francescana” e, sullo stesso lato, una delle opere più significative di Paolo Finoglio “Martirio di San Gennaro”, dipingendo un naturalismo con chiara matrice caravaggesca.
La terza cappella a sinistra è dedicato al culto di Santa Rita, molto radicato nei conversanesi dopo il miracolo della Santa in Città e che fa della Chiesa il secondo santuario ritiano in Italia, dopo quello di Cascia.
L’abile gioco di luce ideato per la volta sembra cedere un fascino insolito allo sfarzoso altare maggiore, realizzato in marmi policromi e legno, sul quale è incastonato un dipinto raffigurante “san Cosma e San Damiano in estasi, opera di Alessandro Turchi, detto l’Orbetto, raffinato pittore seicentesco.
Nel corso dei secoli, il Vescovo Lamberti acquistò il convento e lo donò alle suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucarestia, che dal 1912 continuano a svolgere nell’antico convento la loro vita claustrale e le loro attività.