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Fiaba "il cedro fortunato"
Scuola Elementare Statale “G.
Falcone” - Conversano
Fiaba "Il cedro fortunato" - ideata e scritta dagli alunni della 4ª G
Progetto di ampliamento dell’offerta formativa:
“Fiabe al computer” a cura delle inss. Roscino Angela e Lofano Antonia
Anno scolastico 2004/2005
Salva la fiaba (con i disegni) in
formato doc - 1,51 MB
LA FIABA
Tanto tempo fa,in un immenso bosco di montagna
vivevano, insieme a molti altri compagni, due giovani cedri.
Durante l’inverno la neve li ricopriva,avvolgendoli col suo candido
mantello. In estate, i raggi caldi del sole li
accarezzavano mentre gli uccelli, che lì avevano i loro nidi, cinguettavano
festosamente.
Una mattina di autunno,arrivarono alcuni boscaioli che sradicarono i due
alberelli per portarli nel cortile di una scuola elementare appena costruita.
I due cedri furono piantati, uno di fronte all’altro, al centro di due
grandi aiuole, ai lati dell’ingresso principale.
I due piccoli cedri, pur ripensando a quei bei giorni trascorsi nel grande
bosco,non provarono nostalgia. Ogni mattina venivano
salutati da centinaia di bambini , accompagnati dalle loro mamme o dai loro papà;
ascoltavano le loro confidenze, i loro
discorsi,assistevano agli scherzi, alle loro monellerie e ai loro giochi.
Con l’ arrivo delle belle giornate, poi, le classi facevano ricreazione all’
ombra ristoratrice dei loro rami. Nessun bambino aveva
mai osato mancare loro di rispetto.
All’ inizio e alla fine di ogni anno scolastico , compiaciuti facevano da sfondo
a feste e manifestazioni. Non si sentivano mai soli;
neppure di notte, quando vispi folletti indaffarati, venivano allo scoperto per
poi nascondersi ai primi bagliori dell’alba.
Piantarci qui, nel cortile di una
scuola, che idea geniale! - si confidavano i due cedri quando restavano soli.
Intanto gli anni passavano e i due alberelli crescevano meravigliosamente.
Erano diventati così alti che con le loro chiome avevano superato l’altezza
della scuola ed erano visibili anche in lontananza.
Nelle vacanze di Natale, si sa, la scuola resta chiusa.
Una sera Anthony ed altri bambini che abitavano nei dintorni della scuola
sentirono degli insoliti rumori provenire dalla finestra della propria
cameretta.
Confusi e assonnati guardarono in quella direzione e…quale sorpresa li
aspettava! Folletti agitati gesticolavano e facevano loro cenno di seguirli.
I bimbi e i folletti erano nei pressi della scuola quando udirono gemiti e
lamenti che provenivano dal cortile.
Aiutati dai folletti, i bambini, si ritrovarono all’interno del cortile e con
grande stupore scorsero qualcuno che scavava una buca sotto uno dei due cedri.
Preoccupati perché sicuramente qualcosa di brutto stava per accadere, tornarono
a casa, andarono a letto, con l’intento di avvertire all’alba tutti i compagni
di classe ed invitarli a ritrovarsi nel cortile della scuola, proprio come
avevano consigliato i folletti che nel frattempo seguirono l’uomo. Si
introdussero in casa sua e quando si fu addormentato, curiosarono qua e là,
prima di mettere in atto il loro piano.
Quale meraviglia apparve ai loro occhi: un immenso tesoro custodito in un baule.
-Ecco svelato il mistero della buca!- si dissero i folletti.
A questo punto versarono nel caffellatte, che l’uomo avrebbe bevuto a colazione,
qualche goccia di un infuso benefico che avrebbe agito sulla sua coscienza.
Sul comodino lasciarono un biglietto: c’era scritto l’indirizzo di Fata Verdina,
famosissima dottoressa delle piante del bosco.
Al mattino seguente tutti erano stati informati: la direttrice, il personale di
segreteria, i collaboratori, tutti gli alunni della scuola ed i rispettivi
genitori erano vicino all’albero e guardavano con pena le radici ferite. Insieme
pensavano ad una soluzione per salvare l’albero.
Fra tanta gente non poté passare inosservato un boscaiolo. In realtà era l’uomo
che la notte precedente aveva scavato la buca sotto l’albero per mettere al
sicuro il suo tesoro e adesso si aggirava nei pressi della scuola.
Si era incuriosito per quella adunata e, travestito da boscaiolo, si era
mescolato alla folla.
Chiese ai bambini e agli adulti le ragioni della manifestazione e seppe che
tutti erano preoccupati per il cedro.
Con tutte quelle ferite soffriva tanto: i rami si erano già afflosciati e, a
poco a poco, sarebbe morto.
Il boscaiolo, sotto l’effetto della pozione, fu colpito dalla sensibilità dei
bambini e di tutta la gente verso l’albero, e provò un forte senso di colpa.
Quindi rassicurò tutti che avrebbe provveduto lui, che era un boscaiolo, a
salvare l’albero.
Tempo: una settimana.
Si rivolse alla Fata Verdina che preparò un intruglio miracoloso che avrebbe
certamente guarito l’albero.
Allo scadere della settimana, tutti si ritrovarono nel cortile della scuola. Con
grande sorpresa videro che la buca era stata chiusa e il cedro era più
rigoglioso che mai.
Adagiata ai piedi del tronco c’era una bottiglietta con l’etichetta “Fluido
Magico Vegetale” e un foglietto su cui si leggeva a caratteri cubitali:
L’albero è salvo! La vostra sensibilità e il vostro amore per la natura mi hanno
fatto capire tante cose.
Il boscaiolo.
Come per magia si sentì echeggiare nell’aria: "Grazie, grazie di cuore! Anch’ io
ho un cuore, lo sapevate? Sono proprio un cedro fortunato!”
Da quel giorno il cedro ritornò a vivere, con immensa gioia degli uccellini, dei
folletti, dei grandi, dei piccini e tutto tornò come un tempo.
L’uomo non si preoccupò più di nascondere il suo tesoro, anzi, compì opere di
generosità e dedicò il suo tempo libero alla tutela dell’ambiente.
Perché “Il cedro fortunato” ?
Perché ogni qualvolta lo vediamo, rigoglioso e imponente,nel cortile della
nostra scuola pensiamo:- Poteva non esserci più ! ! !
Nel dicembre 2002 l’Amministrazione Comunale decise di trasferire la caldaia
dell’impianto termico del nostro edificio scolastico nelle immediate vicinanze
del cedro.
I lavori ebbero inizio, a nostra insaputa, alla vigilia delle vacanze natalizie
e sarebbero stati ultimati entro la riapertura della scuola.
Grandi furono il nostro stupore e la preoccupazione nel vedere, quella mattina,
l’enorme buca e le radici recise del cedro.
Ci fu una tempestiva mobilitazione generale che coinvolse tutti: dirigente e
personale scolastico, alunni, genitori e ambientalisti.
Il nostro cedro, va detto, era stato precedentemente segnalato per il suo valore
paesaggistico e registrato nell’albo dei “monumenti vegetazionali” dal WWF
Italia, sezione di Conversano.
A seguito delle rimostranze fatte, gli amministratori individuarono un diverso
sito ove collocare la caldaia e affidarono ad un perito agrario le cure
dell’albero.
Alcune
immagini del cedro
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