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Situato in un monastero
dell'XI secolo, il museo comprende una sezione di reperti dalla
preistoria fino all'età romana, selci paleolitiche, neolitiche
e corredi tombali dal VI al III sec. a.C. oltre a oggetti d'arte
di età medioevale materiali più antichi comprendono
strumenti strumenti litici del paleozoico provenienti da alcune
grotte di Conversano e Monopoli.
Il Museo è ubicato presso
l'ex monastero di San Benedetto, complesso monumentale di grande
rilevanza storico-artistica (secoli XI-XVIII): vi è sistemata
la Sezione Archeologica, con reperti provenienti dall'area del
sud-est barese (dalla preistoria ad età ellenistico-romana), oltre
ad oggetti d'arte di età medievale e moderna.
Monastero e chiesa di S. Benedetto
Il
grande complesso del monastero e della chiesa di S. Benedetto
offre non pochi elementi di interesse. Importante edificio architettonico
dell'XI secolo, conserva al suo interno ricche testimonianze di
arte: un suggestivo chiostro medievale con capitelli scolpiti,
decorazioni a mosaico, strutture conventuali di varia natura che
si aggiungono fino al sec. XVIII; la chiesa, che ha un impianto
a tre navate, di cui quella centrale con cupole in asse, si è
arricchita di fastosi altari barocchi, sculture e dipinti su tela,
dorature e marmi intarsiati. Di autori assai noti sono i dipinti
seicenteschi: Paolo Finoglio, Nicola Gliri, Carlo Rosa. Molto
particolare è la storia di questo monastero, celebre per la sua
denominazione di Monstrum Apuliae (Mostro della Puglia), per aver
riunito prerogative giuridiche e spirituali che ne facevano sede
del potere feudale sulla vicina Castellana; perciò il monastero
era esente dall'autorità del vescovo locale, ma soggetto direttamente
alla sede pontificia. La storia delle celebri badesse mitrate,
cioè vestite con i panni e gli arnesi di un vescovo, storia lunga
e complessa, ormai confina quasi col folclore locale.
Sezione
Archeologica (monastero di S. Benedetto):
I materiali più antichi consistono in strumenti litici del
Paleolitico medio e superiore, provenienti da alcune grotte di
Conversano e Monopoli. Le culture neolitiche, documentate da numerosi
materiali in selce e ossidiana, da strumenti in pietra arenaria
(asce, scalpelli, macine, percussori, ecc.) e da varie tipologie
ceramiche, provengono da insediamenti del VI - III millennio a.C.
dei territori di Rutigliano, Polignano, Monopoli. Particolarmente
interessanti sono i reperti ceramici di cultura Serra d'Alto.
Per le età dei metalli, dall'Eneolitico all'età del Bronzo e del
Ferro, i rinvenimenti sono stati localizzati in tutta l'area del
sud-est barese, dove il popolamento si distribuì intensamente
nel corso del II millennio a.C., come dimostrano i materiali della
civiltà appenninica e subappenninica. Gli stanziamenti di età
arcaica e di piena eta' storica sono documentati da materiali
japigi e peucezi (secc. IX - VI a.C.), cui si accompagnano materiali
di importazione greca e coloniale. Particolarmente ricca ed abbondante
è la documentazione archeologica relativa all'abitato indigeno
prelatino, Norba - "La Forte", di cui sopravvivono nella
città alcuni brevi tratti di mura megalitiche - le cosiddette
"mura ciclopiche" - ed ambienti di abitazione, messi
in evidenza a livello di fondazioni da recenti scavi. Il periodo
meglio rappresentato e' quello ellenistico, evidenziato da pregevole
vasellame del IV sec. a.C., i cui pezzi migliori sono attribuiti
a ceramisti attivi in area tarantina. Si tratta della tipica ceramica
apula a figure rosse, che nei corredi tombali si rinviene insieme
a vasi a vernice nera, dello stile di Gnathia, del tipo
suddipinto, oltre ai tipi indigeni decorati a fasce e acromi,
che costituivano il corredo di centinaia di tombe di varia tipologia:
a cista, a sarcofago, a semicamera. Presenti in varie tombe sono
alcuni oggetti metallici, sia di bronzo (cinturoni, tripodi, bracieri,
strigili, ecc.) sia di ferro (punte di lancia e di giavellotto,
lame, fibule), che in taluni casi richiamano il ruolo sociale
dell'inumato, come avviene ad esempio per la preziosa armatura
di un aristocratico guerriero del IV secolo a.C. Non mancano statuine
femminili e piccole terrecotte figurate, monete greche e romane,
oggetti ornamentali e di culto. La successione delle fasi culturali
e la individuazione delle località da cui provengono i materiali
inseriti nella esposizione sono illustrate mediante una ricca
documentazione di foto, piante topografiche, schede storiche ed
altri strumenti che compongono una "mostra permanente",
con la quale il visitatore viene accompagnato ed agevolato nella
lettura della esposizione. Proiezioni di video e di diapositive
relative agli scavi ed alle aree archeologiche del territorio,
e l'ausilio di "visite guidate" lungo itinerari tematici
prefissati - eventualmente concordati prima della visita - consentono
di svolgere un servizio didattico particolarmente indicato per
le scolaresche. Sono disponibili pubblicazioni e materiali didattici:
catalogo, pieghevole, guide.
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